GLI STUDI PIÙ BELLI DI COSTE E DI SOR
Fernando Sor - Napoleon Coste
Studi scelti per chitarra
ed. Sinfonica 2002 - pagg. 57 (da Seicorde n° 74)
Dalla collezione di studi per chitarra, diretta da Bruno Giuffredi per la casa editrice Sinfonica, ci vengono proposti alcuni degli studi più belli di questi maestri del XIX secolo.
I curatori, autori della scelta, sono i chitarristi e didatti Paolo Pegoraro e Stefano Viola che, segnendo un pensiero di progressivita didattica, hanno raccolto quarantanove studi tratti da varie raccolte e metodi di Coste e Sor.
Spesso nelle collane didattiche le pubblicazioni riportano gli stessi brani e anche in questo caso la scelta operata ricalca un po' quella fatta a suo tempo da Ruggero Chiesa per le edizioni Suvini Zerboni. Ma ciò non sminuisce il lavoro svolto dai curatori e dalla casa editrice. In questo campo e importante che vi siano sempre nuove edizioni a esaltare e rimarcare il valore di opere che arricchiscono la tecnica e lo spirito degli allievi. La grafica e molto curata come per tutte le pubblicazioni di questa casa editrice.
da Guitart n° 30
E’ ARRIVATO APOLLO
Mauro Giuliani
Studi op. 111 (Le ore di Apollo) per chitarra
ed. Sinfonica 2003 pagg.49 (da Seicorde n° 76)
A cura di Paolo Pegoraro e Stefano Viola, le edizioni Sinfonica ci presentano alcuni tra gli studi più belli , l'op. 111 nota come Le ore di Apollo,del compositore-chitarrista pugliese. E’ inutile soffermarci sulla bellezza di pagine come queste perchè troppo note e conosciute e pertanto provo ad analizzare la parte di revisione. A prima vista noto con piacere le arcate di frase, cosa non troppo usuale nelle pubblicazioni per chitarra, ma che sono di grande aiuto a chi studia e quindi non ha, nel suo bagaglio, tutte quelle cognizioni che lo possono portare ad una corretta lettura. Le diteggiature mi sembrano corrispondenti al pensiero artistico, ma come ben sappiamo spesso queste sono disattese per adottare soluzioni (sarè vero?) più giuste per la propria mano.
La cura quindi dell'insieme della pubblicazione e buona. Si tratta di una nuova edizione che può rivelarsi utilissima per uno studio comparato.
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Enrique Granados
Valses Poeticos per chitarra
Trascrizione e diteggiatura di Paolo Pegoraro
Edizioni musicali Sinfonica, Brughiero (MI), 1999, pagg. 24 (da Guitart n° 24: Piero Viti)
Nuova trascrizione per chitarra sola dei celeberrimi Valses Poeticos di Granados, una delle composizioni del musicista spagnolo più "gettonate" dai chitarristi, sia negli adattamenti per chitarra sola che per due chitarre sin qui succedutisi. Il lavoro, realizzato per le Edizioni Sinfonica da Paolo Pegoraro, affermato chitarrista veneto, si apre con una breve presentazione di David Russell, nella quale l'artista scozzese elogia tutti i meriti evidenziati dalla trascrizione, e con simili credenziali non poteva essere altrimenti. Infatti, la trasposizione operata da Pegoraro si snoda con grande naturalezza "chitarristica", anche nei momenti in cui il testo pianistico originario risulta più ostico per le sei corde, come nel caso delle volatine ed ampie volute che caratterizzano l'introduzione dell'opera, o come nel più cromatico II° Valzer, od anche nelle vivacissime figurazioni del finale, riuscendo sempre a restituire il clima espressivo dell'originale senza alcuna caduta di tono.
Va inoltre sottolineato che lo stesso Pegoraro è interprete di questa sua trascrizione in una limpida ed esemplare incisione realizzata per la "Real Sound Label", la quale contribuisce ad evidenziare tutti gli indubbi meriti del suo lavoro (N.d.R.: vedi recensione dischi nel presente numero di Guitart.).
transcr. Paolo Pegoraro, chez Sinfonica 24 pag. (da Cahiers de la Guitare n° 78: Gabriel Lénard)
Cette édition des fameuses valses simplifle un peu l'harmonie et la densité (en partlculier bien sur, les doublures) comme il est de coutume et de nécessité pour la guitare face au piano. Elle conserve par contre le maximum d'informations expressives et présente les différents plans sonorès d'une manière claire et conforme à l'originaI. Tout ceci peut en faciliter extremement l'interprétation et pour peu que l'on consulte également l'original, cette édition est tout à falt pertinente, jusque dans ses suggestions de doigtés.

